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Chi ha paura del passato?

Cara viaggiatrice e Caro viaggiatore,

oggi vogliamo portarti a Bolzano, per raccontarti di come sia possibile affrontare – e depotenziare – il passato contestualizzandolo.

Recentemente, in conseguenza di alcune riflessioni pubblicate sulla stampa estera, in Italia si ha avuto un accenno di dibattito sui monumenti ancora presenti nel nostro territorio voluti dal regime fascista per autocelebrarsi, un dibattito su come gestirli, se e come mantenerli.

Le opinioni al riguardo sono ovviamente molto differenti: c’è chi vorrebbe abbattere opere e simbologia, chi ritiene che siano un segno di ciò che è stato di cui non si dovrebbe aver paura, chi per nostalgia vorrebbe invece valorizzarle e, infine, la maggioranza della popolazione a cui non importa nulla e passa accanto all’Eur a Roma oppure scende in stazione a Milano – per fare alcuni esempi – senza curarsi di cosa lo circondi.

Nella città altoatesina un imponente bassorilievo, lungo 32 metri e alto 5, raffigurante Mussolini a cavallo nell’atto del saluto romano e con tanto di motto “Credere, obbedire combattere”, troneggiava sulla facciata del Palazzo delle Finanze in piazza Tribunale.

L’amministrazione provinciale ha affrontato la delicata questione di che farne e, oltre un anno fa, ha deliberato di aggiungervi una scritta luminosa Nessuno ha il diritto 
di obbedire” della scrittrice e filosofa Hannah Arendt con l’intento di ribaltare il senso dell’opera, di riassumere in una stratificazione concettuale la storia europea dagli anni ’20 del Novecento alla fine della seconda guerra mondiale.

Soprattutto c’è il rifiuto della deresponsabilizzazione del singolo di fronte alla storia, perfettamente ribadito dall’aforisma della Arendt. Se a Norimberga la linea della difesa dei criminali nazisti fu “ho solo obbedito agli ordini”, in cui delegavano ogni responsabilità al vertice di comando coerentemente all’ideologia fascista del soldato che non pensa ma esegue, chi ha sognato un mondo diverso ha agito come soggetto, pensando in autonomia, scegliendo.

La scelta individuale è il grande insegnamento dei ribelli, il lascito etico e morale dell’opposizione al nazismo e al fascismo, eredità che Bolzano ha scelto di valorizzare mettendola in evidenza, indebolendo così lo slogan antico del bassorilievo invece di nasconderlo sotto demolizioni o impalcature.

E il nuovo messaggio arriva potente.

Il caso di Bolzano per noi de I Viaggi della Memoria è la maniera più efficace per affrontare opere ingombranti (come il passato che esaltano) proponendo riflessioni. Inoltre nell’intervento di storicizzazione la soluzione artistica individuata attira l’attenzione degli indifferenti per la novità introdotta nel paesaggio urbano e punge la coscienza stimolando pensieri.

Intervenendo come è stato fatto si è data nuova linfa ai valori alla base della resistenza e della disobbedienza antifascista ma, soprattutto, si è stimolato il confronto su temi etici e storiografici necessario in un paese come l’Italia i cui luoghi trasudano storia.

Palazzo delle Finanze, Piazza del Tribunale, Bolzano Foto La Repubblica

Scritta sul palazzo delle Finanze, Piazza del Tribunale, Bolzano Foto ANSA

Installazione palazzo delle Finanze, Bolzano Foto La Repubblica

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