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Viaggio della Memoria a Cracovia

La Polonia è come la stessa Germania un luogo chiave per comprendere le fasi più importanti del progetto fascista in Europa, non solo per il nazismo, ma anche per l’Italia fascista. Si pensi alla stessa Slovenia occupata da Mussolini, il quale in un discorso politico ebbe a dire: “Di fronte a una razza inferiore e barbara come la slava, non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma del bastone. Io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani.”

L’Est europeo tra occupazione nazista e poi sovietica ha funto da elemento pregnante nella politica di annessione e sfruttamento dei popoli slavi. Con l’occupazione della Polonia da parte di Hitler è scoppiato il secondo conflitto mondiale, perché non solo occorreva avvicinarsi il più possibile all’URRS rivale ideologico del nazionalsocialismo, ma anche eliminare la popolazione ebraica ivi residente: i plessi dello sterminio di Auschwitz-Birkenau, Treblinka, Sobibor, Majdanek e Belzec ne danno chiara prova.

Ma la Polonia con la sua ubicazione – e quindi Cracovia – è anche un tassello indispensabile per comprendere gli assetti geopolitici della Guerra Fredda, culminata con l’erezione del Muro di Berlino (1961) che divise il mondo in due blocchi ideologici contrapposti.

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Foto di Dennis Jarvis CC BY-SA 2.0

Foto di Jorge Láscar CC BY-SA 2.0

Foto di Kamil Porembiński CC BY-SA 2.0

Alcune delle cose che si possono fare a Cracovia

Da noi non troverete viaggi preconfezionati, ma sviluppiamo ogni volta proposte su misura.

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Foto di Kevin Wallis CC BY-SA 2.0

Visita al Campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau

Con il nome di Auschwitz-Birkenau si identifica genericamente l’insieme di campi di concentramento e il campo di sterminio costruiti durante l’occupazione nazista della Polonia a Oświęcim (Auschwitz in tedesco), a circa 60 km da Cracovia.

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Foto di stephen frith CC BY-SA 2.0

Il quartiere Kazimierz

Kazimierz, il quartiere ebraico di Cracovia, è un importante testimone della Shoah in terra polacca. Attualmente vi vivono, raccolti attorno ad una delle tre più antiche sinagoghe d’Europa, circa 150 ebrei contro i 65.000 di inizio Novecento.