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Il racconto di un viaggio a Ventotene

L’isola di Ventotene, nell’arcipelago delle isole Ponziane nel mar Tirreno, è un luogo di memoria unico nel suo genere e, proprio per questa memoria, anche un luogo di cultura, di etica e di resistenza antifascista.

Istoreco, con il patrocinio dell’Anppia nazionale e del Comune di Ventotene, ha deciso di andare alla scoperta di quest’isola straordinaria, di toccare con mano i luoghi degli antifascisti condannati dal regime al confino, allo sradicamento dal contesto quotidiano per essere allontanati, vessati e guardati a vista affinché le loro idee sovversive non incrinassero l’accettazione del fascismo.

Dal 25 al 27 maggio 2018 così un gruppo di viaggiatori ha attraversato la penisola percorrendo paesaggi da Reggio Emilia a Latina; in uno splendido panorama di colori e profumi ha visto come vivevano i confinati, dove esercitavano – se riuscivano a farlo – i mestieri più umili pur di avere qualcosa in più da mangiare, da mandare al Soccorso Rosso e per non venire sopraffatti dal tedio, dall’impossibilità in quest’isola stretta, di muoversi liberamente, di intrattenersi con altri confinati o con i paesani.

Tuttavia con le condanne al confino il regime creò suo malgrado un’incredibile fucina di idee, di confronti e scambi: un’università di politica, filosofia, economia dove fu possibile sognare il mondo nuovo, possibile contribuire all’organizzazione della lotta partigiana e dove, di fatto, si formò buona parte della futura classe dirigente repubblicana, da Sandro Pertini a Giuseppe di Vittorio, da Mauro Scoccimarro a Camilla Ravera, da Altiero Spinelli a Umberto Terracini.

Il primo giorno di questo Viaggio della Memoria, dopo essersi imbarcati sul traghetto che da Formia li ha portati sull’isola, i viaggiatori sono sbarcati nel suo piccolo porto romano, unico approdo, e hanno percorso la strada in salita che porta immediatamente nel centro del paese, con l’orologio che nessuno mai è riuscito a far funzionare.
Qui, il responsabile del Viaggio Matthias Durchfeld, la presidente Istoreco Simonetta Gilioli, la segretaria generale dell’Anppia nazionale Serena Colonna, la referente dell’Anppia Reggio Emilia Vanna Porta, e la consigliera del Comune di Reggio Emilia Davoli, hanno incontrato il sindaco di Ventotene Gerardo Santomauro.

Dall’incontro è emersa la volontà dell’amministrazione locale di sostenere Viaggi della Memoria sull’isola, rari in passato e quasi assenti ai giorni nostri, e di valorizzare i segni, le targhe affisse per indicare al visitatore cosa c’era dietro i muri che fiancheggiano le vie: le mense dei comunisti o degli anarchici – i due gruppi politici più numerosi al confino-, la biblioteca o il luogo dove sorgevano i cameroni in cui dormivano i prigionieri, edifici abbattuti negli anni ’80.

Dopo un pranzo su una terrazza vista mare e la sistemazione in hotel, il gruppo ha seguito dagli scogli – punto panoramico particolarmente suggestivo – la lezione sul sistema carcerario di Santo Stefano, l’altra isola vicina spesso confusa con Ventotene – oggi purtroppo inaccessibile per il suo precario stato di conservazione dovuto a decenni di disinteresse.
Santo Stefano, anche detto “l’ergastolo”, struttura di epoca borbonica per Terracini era “il peggior carcere d’Italia”. Qui scontarono la segregazione cellulare anche alcuni antifascisti come Pertini, Scoccimarro, lo stesso Terracini e l’attentatore di Mussolini l’anarchico Gino Lucetti.

Dopo cena i viaggiatori hanno percorso le viuzze interne dell’isola, immerse nel verde, per visitare le cisterne romane, per secoli essenziali rifornitrici di acqua agli abitanti e prigione i cui detenuti tra firme, graffiti e dipinti hanno lasciato preziose tracce del loro passaggio.

La mattinata successiva è stata dedicata alla vicenda di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni e Ursula Hirschmann i quali, con il confronto e scontro con altri confinati, elaborarono il famoso Manifesto di Ventotene considerato la nascita dell’idea d’Europa così come fu intesa nel primo ‘900. Il percorso si è concluso con la visita alla tomba di Spinelli, che volle venire sepolto in questo “scoglio” in mezzo al mare, a cui sono stati portati fiori come aveva chiesto agli organizzatori una delle figlie.

Nel pomeriggio si è approfondita la quotidianità della vita dei confinati, camminando alla scoperta delle tracce che ancora permangono di quel periodo, dei racconti degli abitanti dell’isola, seguendo il piccolo perimetro entro il quale potevano muoversi, ed erano chiusi, i prigionieri.
Alla sera Istoreco ha allestito uno spettacolo nella piazza del Municipio, un monologo teatrale di Gianni Furlani con Mauro Bertozzi, accompagnato dai musicisti Tiziano Bellelli e Riccardo Sgavetti, eintrodotto dal prof. Enrico Cuccodoro: “Gli uomini per essere liberi. Sandro Pertini, il Presidente”.

Questo intenso viaggio della memoria si è poi concluso il giorno successivo sulla terra ferma, precisamente in provincia di Arezzo all’ex campo di internamento di Renicci d’Anghiari dove, dopo il 25 luglio 1943, diversi confinati provenienti da Ventotene – anarchici e stranieri soprattutto slavi – invece di venire liberati in quanto prigionieri politici vennero di nuovo rinchiusi. Un luogo anch’esso per molto tempo trascurato e praticamente scomparso, decifrabile solo attraverso le testimonianze raccolte da appassionati studiosi e da alcuni abitanti del posto.

Durante le ore in pullman del viaggio di ritorno verso Reggio Emilia sono infine state raccontate le vite, avventurose e drammatiche, di alcuni dei reggiani che, condannati al confino, si trovarono a scontarlo proprio a Ventotene come Vivaldo Salsi, reduce dalla guerra di Spagna e poi partigiano fino alla Liberazione che proprio dall’isola ricevette la cittadinanza onoraria nel 1994; oppure Fausto Pattacini, il comandante partigiano Sintoni; e ancora Angelo Zanti fucilato nel ‘44 per il suo ruolo nella Resistenza; l’anarchico Enrico Zambonini, il quale, arrivato ad Arezzo si rifiutò di proseguire per Renicci venendo quindi portato in carcere; oppure Walter Corradini che proprio a causa delle varie permanenze in carcere e al confino per la sua opposizione al fascismo, divenne fraterno amico di Pertini fino alla sua morte.

Insomma, un viaggio intenso, denso e decisamente raro che vuole essere, nelle intenzioni degli organizzatori, il primo di una lunga serie sia per i soci di Istoreco Reggio Emilia sia per quegli enti e quelle associazioni che volessero rivolgersi a Istoreco per organizzare insieme altri viaggi e portarci i propri iscritti.

Un viaggio a Ventotene rappresenta un’occasione speciale per approfondire la vita dei primi antifascisti, oppositori della dittatura, esplicitamente contrari ai metodi squadristi fin dalla fondazione del fascismo; per comprendere la complessità di idee politiche, anche molto distanti fra loro, che coloravano l’Italia degli anni ’20 e ’30, accomunate dalla volontà di libertà e giustizia.
Donne e uomini che seppero rimanere coerenti ai propri valori a costo di enormi sacrifici, umani e fisici, e che portarono intatto il principio di solidarietà e libertà nel tentativo di costruire una società differente.

Ventotene vista da Santo Stefano, Foto Istoreco

Delegazione Istoreco e Anppia con il Sindaco di Ventotene , Foto Istoreco

Tomba di Altiero Spinelli, Ventotene , Foto Istoreco

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