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Madri e padri costituenti al confino sull’isola di Ponza

Il fior fiore dell’antifascismo. Madri e padri costituenti al confino sull’isola di Ponza

L’istituzione del confino non nacque con il fascismo, ma fu uno strumento di cui il regime italiano, tra il 1926 e il 1943, fece un uso amplissimo. I luoghi individuati dai fascisti per relegare coloro che riteneva “soggetti socialmente pericolosi” erano borghi arroccati e sperduti in remote località del Centro e Sud d’Italia o isole difficilmente raggiungibili e scarsamente popolate. Erano prigioni a cielo aperto in cui i confinati erano soggetti al controllo costante di polizia, obbligati a un ozio snervante solo in parte alleviato dallo studio, dalla scrittura, dal confronto con gli altri confinati.

Anche se non ristretto tra muri di cemento, il confino era un dispositivo di repressione inflessibile e duro. Niente a che vedere con l’idea di “villeggiatura” che, nell’autunno 1929, lo stesso Mussolini – e in tempi più recenti gli esponenti di una certa area politica – volle far arrivare all’opinione pubblica italiana ed estera per screditare le accuse che Lussu, Rosselli e Nitti, riusciti a fuggire dal confino di Lipari il 27 luglio 1929, stavano rivolgendo pubblicamente al regime.

Paradossalmente e in netto contrasto con le volontà del fascismo, il confino è stato il luogo in cui gli oppositori politici del fascismo sono “maturati in una scuola assai particolare di studio e di politica, fino a diventare la classe dirigente e intellettuale dell’Italia Repubblicana” (A. Foa, Andare per i luoghi di confino, Il Mulino, 2018).

Basti un numero per tutti: su 556 membri eletti all’Assemblea Costituente nel 1946, circa 50 furono condannati al confino su un’isola. Ponza, colonia confinaria dal 1928 al 1939 e poi campo di concentramento, “ospitò” 30 padri/madri costituenti, “il fior fiore dell’antifascismo” come lo definì Sandro Pertini.

Come per tutti i nostri percorsi, sarà presente, per l’intera durata del viaggio, un ricercatore storico che si occuperà della contestualizzazione del luogo all’interno della storia e di agevolare le operazioni di logistica. Prima della partenza, si terrà un incontro introduttivo online in modo che i partecipanti possano partire con una base di informazioni, storiche e pratiche, per meglio affrontare il viaggio.

Per info e iscrizioni: informazionieprenotazione@gmail.com – 3495480585

Ponza, la traduzione dei confinati sull’isola. Foto fornita da U. Migliaccio

Ponza, parte del corso con il comando del presidio. Cartolina

Ponza, i cameroni dove dormivano i confinati. Tratta da A. Foa, Andare per I luoghi di confino, Il Mulino, 2018

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