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Isola della Giudecca. Isola degli ebrei?

Cara Viaggiatrice, caro Viaggiatore,

oggi parliamo di Venezia.
Andremo a visitarla a fine giugno [qui trovi tutte le informazioni], ma intanto cominciamo a indagare la storia di una delle tappe del nostro viaggio-studio, l’Isola della Giudecca, a partire dall’origine del suo nome.

Tra le tante isole che compongono Venezia, c’è n’è una, anzi otto, denominata Giudecca.

La ragione poi per cui il nome di Spinalonga, dato in origine all’isola, siasi parecchi secoli dappoi mutato in questo di Giudecca, nel dialetto nostro detta Zueca, non porta essa ancora una morale certezza […]

Michele Battagia, Cenni storici e statistici sopra l’isoli della Giudecca, Venezia, G. B. Merlo, 1832.

..vi sono però delle ipotesi.
Il nome Giudecca rimanda immediatamente alla storia ebraica e, per chi non conosce bene Venezia, il pensiero corre subito al ghetto.
In realtà il ghetto, istituito dal governo della Repubblica di Venezia con il decreto del 29 marzo 1516 che stabiliva che gli ebrei presenti in città dovessero abitare tutti in un medesimo luogo, sorse nell’area dove anticamente erano situate le fonderie, “geti” in veneziano, cioè nel sestiere di Cannaregio, esattamente dall’altra parte della città.

Eppure la relazione con il mondo ebraico non è sbagliata. Con il termine giudecca si indicano, infatti, i quartieri aperti scelti dagli ebrei per la propria residenza e per i propri enti di rappresentanza, nei quali c’è interazione con la popolazione cristiana e non sono quindi limitati e chiusi come avviene con i ghetti.
E’ quindi possibile ipotizzare una presenza ebraica, nel periodo precedente alla creazione del ghetto, in quest’isola. Sono poche però le prove storiche a sostegno di questa ipotesi che si alimenta soprattutto di una tradizione orale che racconta dell’esistenza di due sinagoghe nel sestiere e del ritrovamento, presso la chiesa di Santa Maria della Presentazione – meglio nota come chiesa delle Zitelle – di un’iscrizione in caratteri ebraici di cui oggi, però, non vi è traccia.

Quella che fa riferimento al mondo ebraico non è l’unica ipotesi che riguarda il nome dell’Isola della Giudecca.
Un’altra teoria prende in considerazione una delle attività più sviluppate sull’isola a partire dall’XI-XII secolo: la concia delle pelli.
La lavorazione e lo stoccaggio delle pelli che arrivavano a Venezia da Russia ed Egitto, non erano fatte in città a causa delle procedure malsane e maleodoranti, ma subito al di là del canale della Giudecca, nell’omonima isola. Presso la chiesa dei SS. Biagio e Cataldo vi era la scuola dei consacurame, cioè dei conciatori di cuoio, mentre presso la chiesa di Santa Eufemia vi era quella degli scorseri, cioè degli sgrassatori e lisciatori di pelli.
L’arte di lavorare la pelle era detta “arte della Zuecca” da cui, forse, il toponimo Giudecca.

Una terza spiegazione del nome Giudecca si rifà invece al termine dialettale zudegà, giudicato. Nell’IX secolo la Repubblica assegnò infatti, come risarcimento, parte dei terreni dell’isola a nobili esiliati ingiustamente che rientravano nel territorio veneziano. Qui le famiglie costruirono dimore, orti e giardini.
Nonostante il passare del tempo e i tanti cambiamenti, nell’Isola della Giudecca permane la pace e la tranquillità di una zona residenziale, soprattutto se paragonata al sestiere di Dorsoduro.

Vuoi sapere quale di queste ipotesi è la più accreditata?
Vieni a scoprirlo insieme a noi direttamente sul posto!

Nell’immagine di copertina: Venezia, Isola della Giudecca vista dal campanile di San Giorgio Maggiore. Foto di Pj56 CCBY-SA 3.0

Venezia, la Giudecca. Foto di G. Andolfato CCBY-NC2.0

Venezia, Isola della Giudecca vista dal campanile di San Giorgio Maggiore. Foto di Pj56 CCBY-SA 3.0

Venezia, Campo del Gheto Novo. Foto di A. Castelli_CCBY2.0

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